Anna Maria Saviano-Le ragioni dello sguardo
Arte
Via Parmenide 23, Salerno, SA, 84131, Italia
24/01/2026 - 07/02/2026
Anna Maria Saviano è una pittrice, non poca cosa se consideria-
mo la nobile arte del pittore in un contesto, come quello dell’arte
contemporanea, dove metodi tradizionali di ricerca sembrano
essere stati, soprattutto negli ultimi anni, salvo sporadiche appa-
rizioni nel panorama internazionale delle esposizioni, accantonati
a favore di un’arte alternativa, più attuale, almeno rispetto alle
tecniche e ai mezzi utilizzati. Nonostante questo, la pittura ci ri-
serva sempre delle sorprese e, nel caso della Saviano, quello che
ci affascina è il rapporto che l’artista intrattiene con l’immagine
pittorica, con la materia di cui è costituita. Gilles Deleuze sostene-
va che un dipinto si regge in quanto costituito da un insieme
equilibrato di “sensazioni”, alludendo alla materia pittorica come
qualcosa che “resiste nel tempo”, portando con sé ogni particola-
re espressivo (un sorriso, un gesto, un colore) che in maniera in-
delebile si imprime sulla tela, diventando parte costitutiva della
stessa.
I dipinti di Anna Maria Saviano sono la testimonianza di uno
sguardo celato, le figure, gli interni spesso rarefatti, ricoperti da
una “fuliggine” cromatica che rende difficile ogni forma di nitido
riconoscimento, rimandano ad una “sovradeterminazione” tipica
del sogno. Diverse interpretazioni si sovrappongono quasi ad ac-
compagnare la materia/colore nel suo viaggio alla scoperta di una
identità plurima, condizionata dai luoghi, dagli oggetti, dal movi-
mento lento dei corpi. Lo sguardo non è inteso come un semplice
percepire poiché rimanda ad un confronto con l’immagine che si
estende oltre la semplice, aneddotica, descrizione della scena
rappresentata. Si tratta di aprire un varco che conduce ad una
realtà che si confronta con l’Altro, con una dimensione psichica e
fisica che riemerge come sintomo, richiamandoci al filosofo Geor-
ge Didi-Huberman, ovvero come condizione “negativa”, apparen-
temente rimossa, di fatti del “nostro” vissuto. Lo sguardo/pittura
dell’artista ci indica la via verso una dimensione in cui si trascen-
de la logica del sapere, cioè ci proietta in uno spazio in cui non è
consentito seguire tentativi di codificazione logica, ma ci dispone
verso un approccio meno metodico e più diretto. Un approccio
interpretabile attraverso “le ragioni dello sguardo” che inevitabil-
mente superano il semplice percepire a favore di una visione pro-
tesa verso l’oblio, l’indeterminato, l’impuro.

